L’Italia di Cesare Prandelli
Stasera la nazionale italiana affronterà al Windsor Park di Belfast l’Irlanda del Nord, sfida valida per il cammino che porta alla qualificazione dei prossimi europei. La nazionale ripartirà dalle ultime indicazioni dettate dal campionato della massima serie, con Mauri della Lazio che sarà titolare fin dalla sua prima convocazione e con nessuno dei club che avrà più di tre convocati.
Sono queste le linee guida che il c.t. dell’Italia Cesare Prandelli ha voluto per plasmare e dare forma ad una squadra che, dopo i mondiali del Sudafrica, sembrava essersi smarrita e scomposta.
Dopo 100 giorni dalla sua vestizione di nuovo commissario tecnico, Prandelli si sta muovendo, non si sa ancora se nella direzione giusta, verso orizzonti che in tutta franchezza non possono che ammodernare e dare nuova linfa ai vari compartimenti della nazionale.
La squadra che scenderà in campo stasera sarà particolarmente votata alla qualità e all’attacco, una formazione che fin da subito dovrà imporre il proprio gioco agli avversari e finalizzare un risultato importante.
Sarà una creatura prandelliana nella misura in cui tutti i segnali lanciati dal campionato sono stati subito recepiti e trasformati in un output concreto sul campo, con Mauri sul campo d’erba verde fin dal primo minuto di stasera, alla sua prima convocazione.
Ed è prandelliana anche perché non ci saranno più i blocchi, ma sarà un vero e proprio “spezzatino”, come lo è il campionato più incerto di questi ultimi anni: ogni club non avrà che al massimo tre giocatori, una decisione tattica e strategica che pone Prandelli agli antipodi del suo predecessore.
L’Italia di stasera sarà un Italia per cui valga ben più che la pena guardarla, anzi sarà nella misura in cui, a prescindere da risultati, opinioni commenti e dicerie, permetterà finalmente di ammirare e valutare, nel bene e nel male, la nuova creatura prandelliana, variegata e spezzettata come mai l’abbiamo vista, per la quale ha forse più senso piazzare scommesse sportive che premino la fantasia e l’estro del nostro c.t.

